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sabato 15 dicembre 2018

VERBANIA INTRA - GIANNI PIZZIGONI: CI MANCHI!!!

È Natale e Lui non c'è più. È la festa che più ha ispirato in gioventù il Prof. Pizzigoni in quell'arte non comune a tutti: il disegno. Ci dovremo abituare. Qui si vuol ricordare del Gianni il contributo dietro le quinte di un qualsiasi evento. Preciso e meticoloso in ogni dettaglio, nulla era lasciato al caso. Non v'è gruppo o associazione priva di un suo segno nella propria storia. Famiglia Intresa, Pacian, Museo, Re Ciod, la prima Cumpagnia dul dialett da Intra "l'originale", sorta non da una ma più costole della Filodrammatica del Circolo San Vittore; quella dei Piola, Fratton, Lucchetta, Menzio, Colombo, Croci, Bolognesi, Bonzanini, Zancarini, Miglio, Danini, Cavallaro, Carmine, Varini, Fioretta, Ubezio, Ranzoni, Cotti, Scaccabarozzi, Imperiali.
Trent'anni di collaborazione reciproca: pubblicazioni d'arte e di storia locale a lui affidate per il "menabò" di partenza, il Museo del Paesaggio con i primi "Quaderni".  Per lui il Garamond era Garamond, il Bodoni era Bodoni e l'Helvetica era Helvetica, non accettava carattere fac-simile ed ognuno aveva una sua collocazione ben precisa. Ha sostenuto e accompagnato la mia spasmodica ricerca sui disegni del Tami (vedi) manifestando più volte rammarico per l'oblio che Verbania e più ancora Intra abbiano riservato all'artista di Ovaro-Tolmezzo.
Ecco allora l'ultima "bozza di menabò" consegnatami dal Gianni con i vari passaggi e tutta la serie di cartoline natalizie che dalla fine degli anni cinquanta ha realizzato per il Carletto Sonzogno. Pastello, cera, acquerello, matita; ogni anno una variante, soggetto fisso il Carletto; ambienti i suoi preferiti: il Circolo San Vittore, Campanile Cupola e Basilica, Santa Marta. Inoltre un paio di copertine dei "Quaderni" del Museo e "POMATT" pubblicazione sulla Comunità e Lingua Walser della Valle Formazza sempre curata dal Gianni.

PER VISIONARE LE CARTOLINE clicca.

sabato 8 settembre 2018

INTRA - SAN VITTORE - DON CLAUDIO MARIANI

A DIECI ANNI DALLA SCOMPARSA IL SITO OVE SORGEVA LA VECCHIA CANONICA DELLA COLLEGIATA DI SAN VITTORE  VIENE INTITOLATO AL CANONICO CLAUDIO MARIANI

 

Ci sembra doveroso ricordarlo riproponendo la sua verve dialettale nel raccontare Intra alla sua maniera. (Vai a leggere i brani preparati per i calendari della Famiglia Intresa). Con le immagini della vecchia Canonica e della sua demolizione aggiungiamo qualche nome dei suoi inquilini: don Dante, don Mario, don Paolo, don Aurelio......

 









  IMMAGINI DELLA "VECCHIA INTRA" (vai)

 

giovedì 1 marzo 2018

FORTUNATO TAMI - "PAESI DI LAGO" E INTRA NEL CUORE


Ma è un'Intra ingrata, dalla memoria corta, quella di oggi


Volumetto stampato nel 1925 con i disegni del Tami
Questa dei "Paesi di Lago" è la raccolta più corposa dei disegni del Tami realizzati con la matita litografica, metodo che permette di ottenere una vasta gamma di grigi e anche il bianco e il nero puri. In origine la matrice utilizzata era una pietra calcarea "litografica" dalla struttura granulare più o meno fine, in seguito si passò all'utilizzo di lastre in alluminio e zinco. Cento! Tanti sono gli anni che questi disegni hanno.
Nato nel 1875 a Ovaro (Tolmezzo) giovanissimo si trasferì a Intra e vi restò fino al 1935 quando dovette trasferirsi a Milano per mantenere fede ad impegni lavorativi che le sue capacità pittoriche avevano procurato. Ma la "gavetta" è tutta a Intra: via Baiettini, Tipografia Almasio, via De Bonis Rosa Bianca, le colline del Verbano, il Lago Maggiore e tanta Intra nei suoi disegni.
Ha messo su famiglia e sempre matita o pennello in mano. Su pietra, carta, tela, acquerelli, quadri, disegni. Dal 1909 il frontespizio della rivista "Verbania ", "L'Alfabeto del Lago Maggiore", "Paesi di Lago", "Storia dei Castelli di Cannero" in sei cartoline. Tutto materiale per la stampa di giornali, riviste cartoline; "Storia antica e moderna del Lago Maggiore" del 1925 stampato dalla tipografia Cerutti di Intra, un volumetto di 450 pagine introvabile in edizione originale e che raccoglie gran parte dei suoi disegni. La copertina del libro: "In prigionia" (memorie di un fante) dell'avv. Emiliano Scalabrini e stampato nel 1929 da L. Vercelli editore, Omegna.
Intra ingrata per la miopia di chi blatera a vanvera di cultura e arte. Un calendario edito dalla "Famiglia Intresa" è l'unica testimonianza che si abbia memoria.
La mostra tenuta ad Omegna dal 9 al 30 settembre 2017: "Fortunato Tami, la maestria del segno, l'armonia del colore" ha segnato un punto di partenza, forse è arrivato il momento di "ripensare" al Tami, almeno per gli addetti ai lavori.

Questo post comprende il testo originale pubblicato nel 1892 dal supplemento mensile illustrato del "SECOLO" LE CENTO CITTÀ D'ITALIA - INTRA (vedi); i disegni del Tami sono inseriti per nostra scelta.

È pure messo in visione l' ALBUM DEL TAMI (vedi).

Altri post dell'Artista:

L'ALFABETO DEL LAGO MAGGIORE

STORIA DEI CASTELLI DI CANNERO

I RITRATTI ALLA ROSA BIANCA DI INTRA

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giovedì 8 febbraio 2018

INTRA - Don CLAUDIO - L. FIORETTA - G. PIZZIGONI




ARCHIVIO DELLA "FAMIGLIA INTRESA"

Il dialetto con don Claudio e Luigi Fioretta, i disegni del Gianni Pizzigoni


Dall'Archivio messoci a disposizione con libertà di utilizzo riprendiamo parte del materiale che ha accompagnato dal suo nascere la "Famiglia Intresa". Sono brani in dialetto e disegni che anno dopo anno sono apparsi sul "Tacuin dii Intrees" ai quali riteniamo utile e giusto dare spazio affinché non vadano persi e al tempo stesso consentirne la visione ad una vasta platea che se li è persi.
I testi sono del don CLAUDIO MARIANI (link), il "Canonico" con la Basilica di San Vittore e Intra al primo posto della sua graduatoria con un vocabolario del dialetto in testa e di LUIGI FIORETTA (link), autore tra l'altro delle prime commedie in dialetto realizzate per la "CUMPAGNIA DUL DIALETT DA INTRA". Entrambi scomparsi hanno conquistato un posto di privilegio tra i ricordi di quanti hanno goduto della fortuna di averli conosciuti. I disegni sono del GIANNI PIZZIGONI, per lunghi anni alla conduzione del Museo del Paesaggio di Verbania e abile come pochi con una matita in mano.

Le commedie del Gigi Fioretta e copertina del Gianni Pizzigoni

Le macchiette del Gianni per i calendari della "Famiglia Intresa"

Le macchiette del Gianni per i calendari della "Famiglia Intresa"

PRECISAZIONE NECESSARIA.

Abbiamo riscontrato attraverso i messaggi ricevuti una difficoltà a "navigare" all'interno dei post, segno evidente di un certo interesse dei contenuti anche da parte di lettori improvvisati con scarsa dimestichezza con il web, ed era lì che noi si voleva arrivare: incuriosire, rinfrescare la memoria. Perciò una volta per tutte spieghiamo che per PASSARE DA UNA PAGINA ALL'ALTRA BASTA CLICCARE SULLA PAROLA O SUL NOME COLORATO, nel caso specifico di questo post per andare sul dialetto cliccare su DON CLAUDIO o su LUIGI FIORETTA.
Qualcuno potrà sorridere, sicuramente, ma la realtà è questa e noi non diamo nulla per scontato quindi vogliamo mettere a proprio agio chiunque ci segue.

IMMAGINI DELLA "VECCHIA INTRA" (vai)
 

mercoledì 20 dicembre 2017

A INTRA E AGLI INTRESI UN BUON NATALE D'AUTORE

SONO AUGURI D'AUTORE QUELLI RISERVATI A INTRA E AGLI INTRESI

   Le Cartoline del Gianni 

Dalla fine degli anni cinquanta una cartolina all'anno personalizzata per gli auguri di Natale al "Carletto" Sonzogno. Matita, pastello, cera, acquerello e un foglio. Il Gianni era così già allora. Oggi i suoi auguri sono per tutti gli "Intresi" con quattro esemplari della collezione.

Vedi

  Le dodici litografie del Litta 

Luigi Litta (Ferrara, 1813 - Intra, 17 agosto 1891). A Intra dal 1848 come rifugiato politico, con madre, moglie e figli. Insegnante di disegno presso varie scuole tra cui quelle tecniche di Intra, la Scuola Comunale di Disegno di Baveno e quella della Società Operaia di Laveno; più corsi serali e domenicali a Intra. Insegnante di Daniele Ranzoni dal 1853 al 1856. Ritrattista, incisore e pittore di quadri storici e vedute (Intra, Pallanza, Isola Bella e Isola Madre).
Tra il 1854 e il 1858 vengono stampate a Intra le dodici tavole delle principali vedute della città, da lui composte e denominate "Raccolta delle principali vedute d’Intra tratte dal vero ed incise da Luigi Litta".

Vedi


(Fonte: © ARCHIVIO DELLA "FAMIGLIA INTRESA")

venerdì 15 dicembre 2017

INTRA. IL TRAM. IL "MAGONE"!

Abbiamo letto nei commenti al "Cenacolo di Via De Bonis" un "Mi hai fatto magonare". Caro mio il "magone" non è un grosso mago o un brutto male; di più: chi afferma di non averne mai avuto per un qualcosa vuol dire che deve ancora nascere. Quindi continua a magonare con il tram e alcune tra le più conosciute immagini che disponiamo (vedi). Chi lo ha vissuto in prima persona avrà un suo ricordo personale. Il nostro è questo.


U taca a sifulà dal Finardi par fas strada fin la rimessa
e u tira 'l fià par rampegà sui brich...

Il disegno del tram è del Gianni Pizzigoni

Da la "Ca' dul tram" u part in surdina, un ugiàda al Teàtar par vidél in pe' senza savé che a burlà giò par culpa dal prugréss u sarés stai propî lû ul prim, e via da filada a fa' la passarela per la cursa d'la giurnada. Tutt d'un fià ul port, 'l cafè Finardi poi Ragazzoni, l'albergo Agnello poi Caretti, la piazza dul Pepin Mazzini, le Beccherie, il bar "Italia" prima "Caffè Excelsior", cumincia a frenaa, ul bar "Imbarcadero", 'l negozi da maglieria, la Drogheria "Agnisetta", l'hotel Intra, la statua du 'n'altar Pepin, ul Garibaldi, che 'l fan pirulà da chi e da là tant lû l'ha dit "obbedisco" e u po' mia reclamà, l'imbarcadero e la tetoia per la prima sosta dul viagg. Ul San Carlo a la funda u strumbazza, ul tram che u sifùla, 'l campanìn dal Municipî e 'l campanun da San Vitur i pican i uur, u par ul concert di quatar stagiun. Des minut par 'mpienìss da gent e via da cursa, la "Commerciale Francioli" o "Zeda", il "Lucini", 'l negozi d'la "Madama", 'na sifulada da rispétt al Monumento ai Caduti e pasaa ul "Leon d'Oro" là in fund a la Caramora via a sinistra par ul curs Cobianchi che a fal a pé l'è un bel tòcc ma cul tram che u viagia me 'na saéta l'è 'n'atim rivaa in piazza dal Camillo ul Cavour. Svolta a destra pian che l'è un po' in salida e via tutt slanciàa par ul curs Cairoli, u dundùla da n'a part e da l'altra vidél da luntan par 'na bisa; da chì la "Rimessa" da là ul San Luìs, svolta a destra pasaa ul punt cumincia a bufà e a rampegà par i bricch alle Vigne vers Premén...

(libera interpretazione della grafia dialettale e della fonetica)


FERROVIA INTRA-PREMENO (FIP). Inaugurata nel giugno del 1926 e dismessa nel 1959. Ideata dall'ing. Alfredo Pariani e realizzata in sette anni di lavori iniziati nel 1919. Dall'imbarcadero di Intra alla piazza di Premeno km. 13,341 con la pendenza massima del 7%. Tempo di percorrenza circa 50 minuti. Scartamento ridotto ad 1 metro per meglio affrontare le curve dei tornanti. Durante tutto l'esercizio non accadde alcun incidente. L'alimentazione a corrente continua era fornita dalla centrale di Ramello costruita appositamente per la ferrovia. Fu la prima linea in Italia concepita col sistema "a recupero" ovvero le vetture in discesa generavano corrente a vantaggio di quella in salita con un risparmio di energia del 20%.

 

16 Settembre 1952, a Premeno
il Gruppo Dirigente festeggia il 25° della Intra-Premeno

  


Personale viaggiante

Qui sotto tre video ricavati da un unico file mpg realizzato quindici anni fa alle prime armi con la tecnologia che consentiva questo fai-da-te. La suddivisione si è resa necessaria per la "pesantezza" (in GB non certo del tema).
(La prima parte dalla Ca' del Tram alle Vigne, le altre fino a Premeno)





mercoledì 29 novembre 2017

INTRA. "IL CENACOLO DI VIA DE BONIS" SUL CALENDARIO 2018 CON I RITRATTI DI F. TAMI

Era alla "Rosa Bianca" la "Sala di pittura" del Tami


Piazza San Rocco, 1906. Sulla destra l'imbocco per la Via De Bonis




Osteria del Patriotto
Abitava in via Baiettini, lavorava come litografo incisore alla Tipografia Almasio su verso il fiume San Giovanni a fianco dell'ITIS "Cobianchi".
A dirlo oggi sembra una sciocchezza. Chi non ti spiattella il tragitto: vai su di lì ... passi da ... attraversi la piazza ... vai dritto e arrivi. Già! Ma noi andiamo indietro cent'anni! Ed era un'Intra ben diversa.
Al solo pensiero viene da "magonare" (vedi alcune immagini). Il progresso ha imposto le giuste migliorie per stare al passo con i tempi ma la mano dell'uomo in alcuni casi si è messa di traverso complicando il percorso. La demolizione del "Teatro", del ponte "Cobianchi" e la "passerella" sul  San Giovanni al posto del "ponte romano" distrutto dalla piena del fiume confermano come certe scelte non siano state delle più felici. Ma ora noi si deve andare al "Cenacolo". E allora, a occhi chiusi o aperti che si voglia via per questo percorso. (Si precisa che i nomi di esercizi di commercio citati nella ricostruzione corrispondono a quelli esistenti a metà degli anni cinquanta, punto massimo di ritorno della nostra memoria).

giovedì 26 ottobre 2017

FORTUNATO TAMI: L'ALFABETO DEL LAGO MAGGIORE

Tami, Autoritratto, 1935

FORTUNATO TAMI nasce il 16 luglio 1875 ad Ovaro presso Tolmezzo, lasciata la Carnia in giovane età si trasferì a Intra. Appassionato di pittura si perfezionò nell’arte del disegno, dell’incisione, della litografia; presso lo stabilimento di Arti Grafiche “Almasio” si rivelò litografo di eccezionale qualità. Il dizionario Garzanti definisce il litografo “artista che esegue opere litografiche con inchiostri speciali su lastre di pietra calcarea". 
La bacheca artistica del Tami comprende: nel 1923 il successo alla Mostra Internazionale degli Acquarellisti; nel 1925 conferma la sua fama all’Esposizione Internazionale di Torino, nello stesso anno entra in Svizzera e dalla Galleria di Losanna le sue opere volano in Francia e in America.
In Italia conquista uno spazio stabile nei cataloghi delle più importanti Gallerie a Genova, Roma, Napoli, Trieste, Torino, Milano, Intra e si registrano sue Personali a Milano, Torino, La Spezia, Genova, Domodossola, Novara, Pavia, Intra, Omegna.
Il suo apprezzamento negli ambienti e nel mondo della pittura spinge un critico a scrivere che “Tami, quando partecipa a mostre, vende dall’80 al 100% delle sue opere”.

Pagina del volume di G. Bosio, 1925
Le 21 lettere raccolte in un quadro
Con i tipi della Tipografia Cerutti & C. di Intra nel 1925 esce la “Storia antica e moderna del Lago Maggiore e dei singoli Paesi che lo attorniano”, un volume di 460 pagine. L’Autore G. Bosio dopo una lunga carrellata di notizie storiche al capitolo dedicato agli Artisti a pagina 305 cita testualmente: “Intra è fiera del celebre pittore Daniele Ranzoni; dei fratelli Troubetzkoy, pittore valentissimo l’uno, l’altro scultore eccellente; vanta il Dini pittore che vi abitò un buon quarto di secolo; ed ospita ora il Tami indefesso illustratore del Lago”. Il capitolo “Storia particolare dei singoli Paesi del Lago” comprende le iniziali di testo con l’alfabeto del Tami e i disegni dei paesi del lago da Arona a Locarno sponda lombarda e piemontese.
In seguito originali, lastre e cliché su pietra calcarea dei suoi lavori andarono smarriti e questa di G. Bosio resta tuttora la più completa raccolta, introvabile, di opere realizzate dal Tami per la stampa di giornali e riviste.
Nel 1935 Tami si trasferisce a Milano per smaltire gli impegni  man mano assunti per una collaborazione alla “Domenica del Corriere”, alla “Tribuna”, alle edizioni “Vallardi”, “Ricordi”, “Vittuone”. I suoi quadri sono accolti con favore dai critici d’arte (ai tempi molto severi), dalle Gallerie e dai privati, conquistati specialmente dai suoi acquarelli.
Nel 1940 si ammala seriamente. Muore il 28 dicembre 1942, è sepolto a Crusinallo nella tomba di famiglia.    
Abbiamo scannerizzato e recuperato l'intero alfabeto da originali ingialliti.
Informato dell'esistenza dell'intera raccolta e del nostro desiderio di renderla pubblica il dott. Angelo Grasso di Milano, nipote di Fortunato Tami, si è dichiarato "Partecipe ed entusiasta dell'iniziativa volta a confermare ed accrescere il grande apprezzamento che il Tami ha saputo conquistare con la penna nell'arte del disegno".
Questa pagina è la giusta appendice al catalogo che ha accompagnato la mostra delle opere di Fortunato Tami ad Omegna dal 9 al 30 settembre 2017 curata dal signor Ripamonti

(Torna alla pagina dei Castelli).. 
 






AGGIORNAMENTO AL POST (5 ottobre 2018) 
 
Il giorno successivo abbiamo trovato nella posta il seguente scritto:
"Buongiorno, il Signor Ripamonti mi ha passato gli elementi utili per visionare sul Suo sito quanto da Lei predisposto per illustrare la antica opera grafica di mio nonno 'Alfabeto del Lago Maggiore' il che ho fatto. Mi è molto piaciuta sia la sintesi biografica sia le foto ricavate dal volume del Bosio che per me sono state una gradita sorpresa in quanto del tutto ignorate. Io non ho suggerimenti ulteriori da dare, parendomi il tutto completo ed ammirevole, salvo ringraziarla di nuovo per questa Sua iniziativa che rinfresca vita e opere d'arte del Tami.
Con viva cordialità. Dott. Angelo Grasso".
 

Al che ha avuto seguito lungo scambio di mail compresa la richiesta di poter rendere pubblico l'apprezzamento e la sorpresa mostrati. La risposta non si è fatta attendere e cita:
"Egregio bastiancontrari, in esito alla Sua mail di ieri, nel ringraziarLa per gli ulteriori dettagli che mi fornisce, La rassicuro che, quale unico erede discendente in linea diretta del Tami (mio nonno materno), il mio solo ed esclusivo interesse è che, anche con i moderni mezzi di comunicazione, ne sia diffusa e rivificata, dopo decenni di silenzio, l'opera artistica, come Lei ha in proposito di fare per cui La autorizzo alla pubblicazione del mio precedente assenso ad operare in tale ottica. Di ciò può stare tranquillo, essendo a conoscenza della materia, avendo tra l'altro esercitato presso il Tribunale di Milano la attività di Giudice di pace per un lungo periodo della mia vita.
Con viva cordialità. Dott. Angelo Grasso".

In seguito, alla pubblicazione de "Il Cenacolo di Via De Bonis alla Rosa Bianca di Intra" ricevemmo:
28/12/2017 18:44
«Caro Signor *******,
come mi ero ripromesso oggi sono passato alla trattoria Rosa Bianca di Intra ove mi sono fermato per uno spuntino ed ove ho ammirato e fotografato il quadro del Tami riproducente alcuni avventori dei tempi. Il vetusto ambiente ha conservato le tracce del passato ed è stato per me nostalgico sedermi in quel luogo frequentato dal nonno che allora era anche una specie di cenacolo artistico. Tra l'altro l'attuale giovane gestore cui mi sono presentato è bisnipote di uno dei personaggi dei ritratti. Debbo a lei il rifiorire di questo ricordo e la ringrazio rinnovando ogni migliore Augurio.
Angelo Grasso».

Per finire: il 22 agosto 2018 il Dott. Angelo Grasso con Signora Luigina, il Bastiancontrari con Signora Bastianacontraria si sono trovati al tavolo di una trattoria a Intra. 



  
I disegni di FORTUNATO TAMI li trovi anche su:

STORIA DEI CASTELLI DI CANNERO
IL CENACOLO DI VIA DE BONIS ALLA ROSA BIANCA DI INTRA
PAESI DI LAGO E INTRA NEL CUORE
L'ALBUM DI FORTUNATO TAMI