giovedì 1 gennaio 2026

CANNERO - UNA NUOVA BANDIERA PER IL 2026

STORIE DI PAESE

 PIANTA DI LIMONE:  UNA BANDIERA PER CANNERO
Le varie bandiere ufficiali istituzionali arriveranno durante l'anno, questa l'assegno io e ha più valore!
 
Cannero e gli agrumi, ma soprattutto Cannero e i limoni. Binomio che la natura ha concesso in dote a questo lembo di terra. A differenza di altri agrumi, a volte sofferenti per un inverno più rigido, i limoni in primavera tornano vigorosi ovunque siano, a fiorire e fruttificare.
 
Cosa c'è di strano a regalare una pianta di limoni? Conosco persona che va a pescare si diverte e non mangia pesci ma regala; altra che cerca i funghi, non dirà mai dove ma regala. Io faccio altrettanto. La differenza? Il giorno dopo pesci e funghi sono andati in padella, la pianta no! È lì, la vedi, la curi, raccogli i frutti, e se ti chiedono dove hai preso dovrai raccontare come e dove l'hai avuta ricordando Cannero. Trattandosi di persone sconosciute chiedo gentilmente di mettere due righe a commento, anche in forma anonima, e la cosa funziona, infatti trovo pure i nomi delle persone incontrate. 1969: Armstrong è andato sulla luna a posare una bandiera, io mi sono fermato a piantarle sulla terra.
 

Non c'è una ragione specifica del gesto, la cosa nasce per caso piano piano, complici il Peppino Minoli di Cannero (geometra) e il Mario Cajola di Cassino. Un giorno incontro il Peppino e la butta lì "C'è un terreno in vendita vicino a  dove abiti se interessa... è quello che cura il Nino zio di tua moglie se metti una caparra lo blocchi...".
 
Il Mario Cajola
Io non ero pratico di quelle cose, non sono del posto. Avevo però ben presente il disagio e il fastidio di quando si andava a far due passi fuori in campagna con i tre figli doverli richiamare spesso: "State qui... lì no... non calpestate l'erba, devono fare il fieno... Nooo la pianta con frutta non è nostra...". Ho colto la palla al balzo, consegnato al Peppino assegno son tornato a casa e messo sul tavolo la ricevuta. Da quel momento i figli avevano un prato con bosco tutto per loro. In seguito si aggiunsero altri appezzamenti sparsi qua e là principalmente ai lati di quella che oggi à La Via delle Genti. Negli anni ottanta il Mario Cajola (altro zio della moglie) non aveva terreno da coltivare e sistemare le galline. Ofrimmo la disponibilità dove meglio credesse da utilizzare per ciò che serviva. Detto fatto con l'aiuto di Giacomino e Marco impiantò un pollaio e prese ad aver cura della terra con un orto. Avevo una mia professione, la moglie con tre figli da seguire, non si aveva tempo per la cura dei terreni, mi limitavo a portare qualche pianta da frutta che il Mario sistemava a dovere. Tornando dal lavoro sulla strada al Panizza di Ghiffa o a Oggebbio sovente sostavano camion con piante, così iniziai ad acquistarne. Erano principalmente agrumi, mi colpirono i limoni perchè avevano sempre tanti frutti. Le portavo su al Mario. All'ennesima pianta di limoni il Mario mi fa: "Basta limoni, non spendere soldi, facciamo noi le piante". Uomo con un cuore grande così, generoso e paziente come deve essere chi possiede degli animali. Appresi da lui anche come coltivare un orto, i modi e i tempi.
 
 
La pianta regalata nel 2020
Così al momento giusto prese a fare la margotta. In seguito provai pure io, prima sul limone poi sul melograno e, perbacco, mi riusciva! Poi una domenica trovarono il Mario sotto un cespuglio, un malore o una caduta non so, se ne era andato scendendo da Treul dove aveva le pecore. Ricordo quel giorno, avevo visto salire come tante volte e salutato, feci la margotta sul melograno a un ramo vecchio e grosso poi rincasai presto, non volevo incontrarlo, avevo timore che mi rimproverasse per la scelta del ramo troppo grosso, ma io volevo conoscere fino a che punto ci si poteva spingere. Non fece in tempo a vedere ma in autunno quando tagliai e la primavera seguente rifiorì mi convinsi che era possibile farlo. In seguito l'orto con il pollaio vennero utilizzati da Egidia, moglie del Mario. Se ne andò pure lei e tutto venne abbandonato. Non le margotte per me. Era diventato un impegno annuale, mi rilassavo e divertivo farle, sorpreso dal risultato che ottenevo, il cento per cento attecchiva. Ogni anno sempre più fino a dieci in un colpo solo. Il numero aumentava progressivamente. Andavano bene
tutti i rami, sceglievo i più grossi e anche con frutto. Avevo preso a regalarne in giro a parenti, e amici perchè non riuscivo più a gestire tutte le piante. Cambiare vaso, bagnare in estate, proteggere dall'inverno. Smettere di farle? Neppure per sogno. Decisi di offrirle ai passanti occasionali. La condizione era quella che ognuno si portasse via la pianta al momento sul posto.
Nel 2015 pubblicai sul blog immagini e risultati di come facevo la margotta (vedi pagina). 
Nei giorni degli "Agrumi in Mostra" a Cannero sulla Via delle Genti era in transito sempre un nutrito numero di persone. Quale occasione migliore. Due parole non si negano, fanno piacere; accertato il vero interesse e un minimo di conoscenza dell'impegno che una pianta richiede la buttavo lì: "Se interessa e piace la regalo, ma se la porta via ora così", stupore dell'interlocutore
"Oggi faccio io la margotta....."
"eee, andiamo a piedi e torniamo in bus a Verbania, peccato. Ma se ripasso e mi organizzo la offre ancora?" "Se mi trova qui e me lo ricorda sicuramente. Oggi una la regalo".
E nella giornata la pianta trovava un nuovo padrone. Un fine settimana si presenta persona che ricorda della promessa e si porta via la sua. Piano piano liberavo spazio per nuove piante. Così fino ai giorni nostri. Un mattino di primavera 2025 transita e si presenta una coppia "Buongiorno, si ricorda di noi?" "Io no, proprio no... vedo tanta gente, gli altri vedono solo me, più facile per loro...". "Lei anni fa, nel 2020, ci ha regalato una pianta di limoni..." "È morta...?" "No! Ma che bella, abbiamo sul balcone nel vaso e tutti gli anni ci regala tanti limoni..." e mi fa vedere la fotografia. "Bella, ma il vaso è un po' piccolo per una pianta così e i limoni sono da cogliere..."  "Mi dispiace cogliere perchè è troppo bella...". La risposta mi ha fatto sorgere il dubbio che avessero poca conoscenza sull'argomento perchè quando i frutti sono maturi si raccolgono e basta, la pianta respira e si mette nelle condizioni di prepararne altri. Una pianta con tutti quei frutti in un vaso così piccolo da cinque anni soffre, le foglie gialle indicano sofferenza. "Allora non cresce più... Comunque sono contento al punto che ora lei mi fa un regalo. Va sul mio blog e, anche in forma anonima mette due righe ma soprattutto che ha avuto la pianta in regalo. Sia chiaro a chi legge che le piante le regalo e non ho mai preso una lira (
c'erano ancora le lire quando iniziai a distribuirle) e nemmeno un euro... Quando leggo di voi tornate qui e vi portate via un'altra pianta". "Davvero?" "Certamente". "Allora un giorno torniamo così mi fa vedere come si fa la margotta perchè voglio imparare a farle da me". 
 
Attenzione alle dita il coltello è ben affilato...!
Un giorno trovai le due righe sul blog, mi aspettavo si facessero vivi fin quando con mail mi comunicarono quando avrebbero avuto tempo per venire. Arrivarono, avevo già preparato la pianta promessa, ho fatto sotto i loro occhi una margotta al melograno per dimostrare come fare, ci spostammo su un limone, scelto un ramo sacrificabile, consegnato il coltellino la signora si mise all'opera. Se ne andarono con altra pianta. 
 
La margotta con radici, ottobre 2025
In ottobre la margotta presentava già radici consistenti da poter essere invasata. Mercoledì 31 dicembre 2025 si è presentata con marito la signora che ha fatto la margotta, tagliata e portata a casa. Sono certo che troveranno modo di sistemarla per bene.
In più ho proposto loro se vogliono portarsi via anche una pianta di limoni che da oltre quindici anni ho sul balcone in un grosso vaso. Passate le feste e tolti gli addobbi natalizi provvederanno al trasporto. Unica richiesta: che mi restituiscano il vaso vuoto.
 
La pianta di limoni destinata a trasloccare. Andrà in terra piena a star meglio.
 


Mi rallegra pensare che da Cassino di Cannero una quarantina di piante di limone e una ventina di melograno hanno preso il volo per altri lidi. Nel Verbano, Cusio, Ossola, dall'altra parte del lago, da Tarvisio ho notizia di una pianta di limone avuta in regalo giunta da Cassino, in Ticino, Germania. Alcuni, con il passare degli anni, ne hanno avuta una seconda, in seguito pure una terza. Ora posso anche divertirmi un po' e provare a fare margotte alle piante di avocado, perchè a Cassino ci sono pure piante di avocado con numerosi frutti. Ma questa è un'altra puntata!
 
 
Melograno: con margotta fatta nel giardino di Ornella, che ringrazio ancora pubblicamente
   

 



 

 

 

 

 

 

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